Olivette di Sant’Agata – Storia di una Tradizione

Dolci siciliani dal cuore morbido alle mandorle
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Olivette di Sant’Agata – Storia di una Tradizione

Difficoltà: Principiante Tempo di preparazione 10 mins Tempo di riposo 2 hrs Tempo totale 2 ore 10 min
Porzioni: 45
Stagione migliore: Adatto tutto l'anno

Descrizione

Ciao a tutti, Oggi prepariamo insieme le Olivette di Sant'Agata dolce alle mandorle senza cottura, veloce e buonissimo, una ricetta tipica catanese che iniziamo a preparare dopo le feste del Natale in vista dei festeggiamenti della nostra Santuzza che iniziano già il 2 Gennaio con messe e riti religiosi e ne vedono il culmine i primi giorni del mese di Febbraio, esattamente il  5 Febbraio, Festa della Patrona. Qui a Catania si dice: "Semu tutti devoti tutti.. cittadini, cittadini.. evviva Sant'Aita" (Siamo tutti devoti tutti, cittadini, cittadini, W S. Agata) questo è quello che urlano i devoti, durante il percorso del fercolo con la Santuzza che nei giorni di festa gira tutto il centro storico.
Se doveste trovarvi in visita a Catania nel periodo che ho indicato, vi assicuro una giostra di colori e sensazioni che vi conquisteranno, la festa tra sacro e profano, tra processioni religiose e bancarelle che vendono ogni leccornia, i venditori di palloncini, i fuochi d'artificio, un vero spettacolo folkloristico.

Racconto brevemente la storia, della nostra Patrona, legata alla preparazione di questo dolce tipico Catanese, le Olivette di S. Agata:

Agata era una giovane nobile siciliana di soli 15 anni, incantevole e pura, vissuta nel III secolo d.C. si convertì al cristianesimo consacrandosi a Dio, dunque il vescovo di Catania accolse la sua richiesta e durante una cerimonia ufficiale chiamata ‘velatio’, le impose il ‘flammeum’, cioè il velo rosso portato dalle vergini consacrate.

Il prefetto Quinziano la vide e si innamorò di lei, ma Agata era forte della sua fede e respinse ogni suo tentativo di seduzione. Offuscato dalla rabbia per essere stato rifiutato l'attenzione negativa per Agata divenne una vera ossessione fatta di persecuzioni, interrogatori e torture. Quinziano era un prefetto dell'Imperatore molto potente a quel tempo tentò anche a farle rinnegare la sua religione, ma Agata non cedette, allora, la sottopose a mille soprusi e un terribile martirio, amputandole entrambi i seni, infine la torturò fino alla morte.

Raccontano i nostri avi, tramandato dagli anziani, che mentre la vergine Agata veniva condotta davanti a Quinziano per essere processata, si chinò per allacciarsi un calzare. In quel luogo sbocciò un albero di ulivo selvatico. Si narra che dopo il martirio e la morte di Agata, furono raccolti i frutti da questo albero, appunto delle piccole olive. I concittadini li conservarono come reliquie e vennero dati agli ammalati come fossero un miracoloso farmaco.
Per ricordare questa leggenda, tramandata dai nostri nonni e bisnonni, nel 1926, nel XIII centenario della traslazione delle reliquie di Sant'Agata da Costantinopoli a Catania, nella piazzetta del carcere dove fu rinchiusa e martirizzata Agata fu posto un ulivo. Ecco perché ogni anno il 5 febbraio a Catania in occasione della festa di Sant'Agata, vengono preparati e venduti questi dolcetti particolari che hanno la forma di piccole olive dolci a base di mandorle chiamate da tutti Le Olivette di S. Agata. Uno dei dolci che qui a Catania spopolano nei giorni in cui si festeggia la nostra Patrona. Tutti i bar le pasticcerie e i negozi di dolciumi hanno le vetrine colme di questi dolcetti nel periodo che va da Gennaio a Febbraio, io ho voluto rifarli a casa, per dare modo a tutti i catanesi che abitano lontano da casa e a chiunque voglia assaggiare questo dolce tipico, di poterne apprezzare il gusto e la tradizione che fa onore alla nostra Sicilia, comodamente da casa vostra.

Concludo, visti i tempi d'oggi, per le donne in generale, credendo che questa storia sia attualissima e ci insegna come non cedere mai ai soprusi causati da un rifiuto, per essere libere e consapevoli di noi stesse, Agata è un grande esempio di coraggio e convinzione in ciò a cui si crede fermamente.

 

Ingredienti

Istruzioni

  1. Olivette di Sant'Agata

    Cominciamo versando l'acqua e lo zucchero semolato dentro un pentolino. Sciogliamo lo zucchero completamente, avendo cura di non lasciarlo troppo sul fornello, evitando che diventi scuro, la consistenza giusta è quella di uno sciroppo denso e trasparente.

  2. Togliamo dal fuoco lo sciroppo e lasciamolo intiepidire leggermente.

    Prendiamo la farina di mandorle, se la grana è troppo grossa passiamola a setaccio rendendola fine. Se utilizziamo quella pronta confezionata possiamo saltare questo passaggio, compresa l'aggiunta del cucchiaio di zucchero a velo, di solito contenuto in quella industriale. Uniamo il liquore allo sciroppo di zucchero, versiamo il liquido sulla farina di mandorle quando è ancora tiepido e mescoliamo fino a ottenere un panetto.

    Qui la videoricetta completa di tutti i passaggi
  3. Questo impasto a differenza di altre ricette, non ha bisogno di ulteriore cottura sul fornello.

    Otterremo dunque un panetto della consistenza della pasta reale che usiamo in Sicilia per fare la frutta Martorana. Aggiungiamo qualche goccia di colorante alimentare, indossiamo i guanti per evitare che le nostre mani si colorino di verde. Impastiamo fino a che il panetto sia di un bel colore verde oliva, vi consiglio di aggiungere il colorante poco alla volta per evitare un colore troppo innaturale per le nostre Olivette.

    Consigli: Se volete dare un colore naturale e non chimico omettendo la fialetta di colorante alimentare, vi consiglio di provare un cucchiaio di liquore BLU Curacao, ovviamente sostituirà anche il rum nell'impasto. 

    Prendiamo il panetto stendiamolo e formiamo un salsicciotto, con la punta delle dita preleviamo dei piccoli pezzi d'impasto, roteiamo su una tavola e allunghiamo un po' dando la forma di una piccola oliva, rotoliamola nello zucchero semolato e lasciamo asciugare su una teglia per qualche ora.

    Quindi, se riuscite a resistere, il giorno dopo la preparazione, le Olivette di S.Agata saranno ancora più buone.. Una vera Melizia. Spero di essere riuscita a donarvi una delle mie ricette più care e a spiegarla adeguatamente, per qualsiasi dubbio o consiglio, contattatemi pure.

    Le Olivette si conservano per circa tre settimane in una latta per biscotti o un contenitore ermetico in vetro. Inoltre, se volete rendere le Olivette di Sant'Agata ancora più golose, potete bagnarle dentro il cioccolato fondente fuso, immergetele una ad una utilizzando degli stecconi da spiedini, lasciate indurire il cioccolato e serviteli. Da noi si vende anche in questa variante, anche se io preferisco le tradizionali con lo zucchero.

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    Grazie per aver preparato questa ricetta insieme a me, ricordate di mandarmi la foto se la realizzate, sarò orgogliosa di mostrarla nel mio Album delle ricette provate dai fan, sulla pagina FB. Spero la mia ricetta vi sia piaciuta. Vi aspetto alla prossima Melizia.

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Melita Manola

Melita Manola

Mi chiamo Melita, una vera catanese con un cuore pulsante di origini spagnole. Sono innamorata dell'arte culinaria, un amore che si esprime nella preparazione di piatti tradizionali e al tempo stesso semplici e veloci, accessibili a chiunque voglia cimentarsi in cucina. La mia passione si è evoluta nel tempo, con un focus particolare sui lievitati, sia dolci che salati. Ho affinato le mie tecniche, tanto da poter dire con orgoglio di ottenere a casa prodotti che potrebbero tranquillamente essere venduti in un panificio o in un bar.

Il mio desiderio di imparare e sperimentare non conosce limiti; amo spaziare dai primi piatti ai secondi, senza dimenticare antipasti e contorni, perfezionando i metodi della tradizione culinaria italiana. Non trascurando mai la praticità e la presentazione dei piatti, credo che l'occhio voglia la sua parte.

La mia gentilezza e pazienza sono i miei strumenti migliori per condividere tutto quello che apprendo con chi mi segue. Quindi, preparatevi a un viaggio tra sapori e colori, perché insieme cucineremo piatti che rallegreranno la vista e delizieranno il palato!

6 commenti

  1. Cara che belle queste olivette!! Sai che non conoscevo questi dolcetti? Mi hai insegnato una cosa nuova.. che bella festa dev’essere. Evviva Sant’Agata!! 😀 Un abbraccio!

    1. sono felice di averti fatto conoscere questa ricetta, per noi catanesi e per la nostra tradizione questi dolcetti sono davvero un’istituzione ahahahah evviva S.Agata un caro abbraccio anche a te

    1. Ciao Milena e benvenuta, le uniche cose che possono essere andate storte sono: hai tritato troppo a lungo le mandorle e quindi ne è fuoriuscito l’olio che ha rammollito l’impasto successivamente (se dovesse succedere basta aggiungere un po’ di amido di mais e risolvi subito) oppure hai aggiunto lo sciroppo con lo zucchero senza lasciarlo intiepidire. Ti consiglio di seguire la mia videoricetta se ancora non lo hai fatto, così le prepareremo insieme 😉 senza margine di errore, eccola: https://youtu.be/zcK1oBQeZZs riprova e fammi sapere 🙂 a presto

    1. Ma grazie davvero Alessia per averla provata e felice del tuo successo, benvenuta e grazie ancora, continua a seguirmi 🙂

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